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No contabilità separata, no credito Iva


No contabilità separata, no credito Iva

Franco Ricca


Il credito Iva resta al conferente se il ramo d’azienda conferito non era gestito con contabilità separata. È quanto emerge dalla risposta ad interpello n. 402, pubblicata dall’Agenzia delle entrate ieri, 9 ottobre 2019. Risposta che esprime quindi una posizione differente rispetto a quella adottata dall’amministrazione in relazione al trasferimento del plafond nell’ambito di un’analoga operazione straordinaria. Ma andiamo con ordine. Il quesito era stato presentato da un contribuente che, intendendo porre in essere, entro il 31 dicembre 2019, un conferimento di ramo d’azienda nei confronti di una società di nuova costituzione, chiedeva se, in base al principio di successione insito nell’operazione straordinaria, potrà trasferire alla conferitaria il credito Iva annuale del 2018 e i crediti maturati e maturandi fino alla data del conferimento, senza dover attivare la procedura di formale cessione dei crediti Iva ai sensi dell’art. 5, comma 4-ter, del dl n. 70/1998 (azionabile, peraltro, solo per i crediti annuali e, dal 2020, infrannuali, richiesti a rimborso). Al riguardo, l’agenzia ricorda di avere chiarito che, in presenza di conferimento o cessione d’azienda, è possibile trasferire non solo il credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale, ma anche quello maturato dall’inizio dell’anno in cui è avvenuta l’operazione di cessione fino alla data in cui quest’ultima produce effetti, senza che sia necessario osservare la procedura formale sopra richiamata. Nelle ipotesi di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive, infatti, ai fini Iva si verifica una situazione di continuità tra i soggetti partecipanti all’operazione, come peraltro espressamente previsto dall’art. 16, comma 10, della legge n. 537/93 con riguardo alle scissioni. Di conseguenza, la conferente perde la legittimazione in ordine al credito Iva, che entra nella piena disponibilità della conferitaria. Tuttavia, qualora l’evento non comporti l’estinzione del dante causa, per esempio in caso di cessione o conferimento di ramo d’azienda, il suddetto principio si applica solo se il dante causa, anteriormente all’operazione straordinaria, abbia gestito con contabilità separata l’attività esercitata dall’azienda o dal ramo d’azienda trasferiti, come chiarito con la risoluzione n. 183/1995. Poiché nella fattispecie tale condizione non risulta soddisfatta, il credito Iva potrà essere ceduto solo se richiesto a rimborso e nel rispetto della procedura formale sopra richiamata. L’agenzia conferma così la posizione assunta nel 1995, che sembrava però superata dalla successiva evoluzione della prassi, che, sia pure con riguardo alla questione del trasferimento all’avente causa, ha ritenuto di poter svincolare gli effetti successori dell’operazione di conferimento o cessione di ramo aziendale dalla condizione della separazione contabile (es. risoluzioni 165/2008 e 124/2011). Tale condizione, che lascia intravedere una difformità di trattamento tra le due situazioni (trasferimento del credito e trasferimento del plafond), non è peraltro richiamata nelle istruzioni della dichiarazione annuale, in relazione al trasferimento del credito Iva a seguito di operazione straordinaria non comportante estinzione del dante causa, subordinato alla sola circostanza che sia previsto nell’atto.


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By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati

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