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Leasing risolto prima, l’Imu spetta al locatore


Leasing risolto prima, l’Imu spetta al locatore

L’unico soggetto debitore ai fini Imu, nei casi di immobili concessi in locazione finanziaria oggetto di un contratto risolto anticipatamente, è il locatore e non più l’utilizzatore, pur a fronte della perdurante mancata riconsegna del bene. È quanto ribadito dalla Ctr di Milano con sentenza n. 3490/15/2019. Il collegio regionale, nell’emettere la sentenza, ha seguito la giurisprudenza di Cassazione in materia di applicazione delle disposizioni del dlgs 23/2011 (decreto sul federalismo fiscale), relativamente alla soggettività passiva tributaria Imu nelle ipotesi di leasing finanziario. Un istituto di credito ricorrente impugnava diversi avvisi di accertamento Imu relativi a varie annualità dallo stesso pretese, nella sua qualità di locatore finanziario, da un comune del comasco. Tuttavia otteneva il rigetto del ricorso dall’adita Ctp di Como, che lo accoglieva soltanto nei limiti delle sanzioni irrogate. Proponeva pertanto appello alla sentenza contestandola nel punto in cui, a fronte dell’avvenuta risoluzione del contratto di leasing con l’utilizzatore, la soggettività passiva avrebbe dovuto ricadere su quest’ultimo fintanto che, tenuto conto della risoluzione anticipata del contratto, l’immobile non fosse stato restituito. Posto che la disponibilità dell’immobile, pur a fronte di detta risoluzione, permaneva in capo all’utilizzatore, era costui che doveva essere individuato come soggetto passivo dell’imposta, fino all’effettiva riconsegna del bene. La costituita amministrazione comunale con propria memoria riteneva che la soggettività passiva del locatario derivava proprio dalla mera sottoscrizione del contratto e permaneva per tutta la vigenza dello stesso quale indice di detenzione legittima dell’immobile e non oltre la stessa, ovvero quando l’utilizzatore continua ad averne la disponibilità pur in assenza di titolo valido ed efficace. La Ctr in effetti condivideva tale ultima impostazione. Citando la più recente Cassazione (Cass. n. 13793/2019) riteneva l’appello infondato dal momento che, tenendo conto dell’applicazione dell’art. 9 del dlgs 23/2011, in materia di leasing, una volta intervenuta la risoluzione del contratto torna a essere soggetto passivo Imu il locatore, anche nel caso in qui questi non abbia ancora riavuto la materiale restituzione del bene concesso all’utilizzatore. È l’esistenza del vincolo contrattuale, legittimante la detenzione qualificata dell’immobile, ad assumere in tali casi rilevanza. Pertanto respingeva l’appello dell’istituto contribuente dal momento che nei casi di risoluzione anticipata del contratto il nuovo soggetto passivo dell’imposta comunale è la società di leasing.
Nicola Fuoco
(…) Proponeva appello M. I. Spa, in qualità di locatore finanziario, contestando la sentenza impugnata per erronea considerazione degli effetti civilistici e fiscali ricollegabili alla risoluzione del contratto di leasing, ritenendo che la soggettività passiva Imu permaneva in capo all’utilizzatore del bene concesso in leasing anche in caso di risoluzione anticipata del contratto e fino alla restituzione dell’immobile; deduceva che tale principio avrebbe trovato conferma nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione diramate dal Ministero delle finanze con il dm 30 ottobre 2012; che dunque l’utilizzatore del bene era effettivo soggetto passivo fino alla riconsegna dell’immobile, avendo il godimento del bene; (…); chiedeva, pertanto, di riformare in parte qua la sentenza impugnata accertando l’illegittimità/infondatezza degli avvisi di accertamento impugnati (…).
Si costituiva in giudizio l’Amministrazione comunale, depositando successiva memoria, contestando i motivi di appello e ribadendo la legittimità della sentenza impugnata, in quanto la soggettività passiva del locatario finanziario sorgeva non già all’adempimento della consegna del bene ma con la sola sottoscrizione del contratto e solo per l’arco temporale di durata dello stesso (…)
L’appello è infondato e non meritevole di accoglimento.
Ritiene la Commissione di condividere il principio espresso dalla Suprema corte secondo cui: «in tema di «leasing», tenendo conto del disposto dell’art. 9 del dlgs n. 23 del 2011, soggetto passivo dell’Imu, nell’ipotesi di risoluzione del contratto, è il locatore, anche se non ha ancora acquisito la materiale disponibilità del bene per mancata riconsegna da parte dell’utilizzatore, in quanto ad assumere rilevanza ai fini impositivi non è la detenzione materiale del bene da parte di quest’ultimo, bensì l’esistenza di un vincolo contrattuale che ne legittima la detenzione qualificata» (cfr. Cass. 13793/2019).
Legittimamente la sentenza impugnata ha ritenuto dovuti gli interessi sulle somme richieste, in quanto nel caso di specie non poteva ritenersi sussistente un legittimo affidamento del contribuente rispetto alle indicazioni dell’Autorità Finanziaria di cui al dm 30.01.2012 ex art. 10 comma 2 Statuto del contribuente; la disposizione regolamentare ha riguardo al solo obbligo dichiarativo Imu, chiarendo che, in caso di risoluzione anticipata del contratto, il nuovo soggetto passivo dell’imposta è la società di leasing.(…)


By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati