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Ruoli, impugnazione entro i sessanta giorni


Ruoli, impugnazione entro i sessanta giorni

Anche l’impugnazione dinanzi ai giudici tributari degli estratti di ruolo rilasciati su richiesta dal concessionario per la riscossione al contribuente va proposta, a pena di inammissibilità ex art. 21 dlgs 546/92, entro i canonici sessanta giorni dalla conoscenza che questi abbia avuto delle pretese in essi portate. Tale è la precisazione fornita dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 28494/2019. Al centro del ricorso ai giudici di legittimità, proposto da una contribuente, vi era la sentenza della Ctr Sicilia con cui era stata confermata la pronuncia di primo grado di Trapani che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di parte proposto avverso degli estratti di ruolo portanti crediti tributari per oltre 100 mila euro. Il collegio siciliano di primo grado aveva dichiarato inammissibile il ricorso stante la rilevata sua tardività. In realtà, adducendo a motivo di ricorso in Cassazione proprio un error in procedendo quale violazione commessa dai giudici di merito nell’applicazione delle regole processuali di presentazione del ricorso, la contribuente rappresentava che questi non avevano tenuto conto che, venendo a scadere il termine per ricorrere in un giorno festivo, l’ultimo giorno utile avrebbe dovuto essere rintracciato nel successivo giorno non festivo, sempre nel rispetto dei sessanta giorni dalla conoscenza dell’atto. La Cassazione ha condiviso la censura della ricorrente ritenendola fondata dal momento che la stessa, nel caso trattato, aveva avuto conoscenza dell’esistenza dei ruoli poi impugnati e da quel giorno aveva proposto ricorso entro i sessanta giorni successivi i quali, scadendo in un giorno festivo, ammettevano la proroga ex lege dello stesso al primo giorno feriale successivo. Proprio in tale giorno ricadeva la presentazione del ricorso, che era quindi del tutto ammissibile contrariamente a quanto dichiarato dalla Ctr che veniva difatti cassata. È noto infatti che, grazie al rinvio alle disposizioni del Codice di procedura civile operato dall’art. 1 comma 2 del dlgs 546/92, è applicabile anche al processo tributario l’art. 155 cpc. Di conseguenza, quindi, i sessanta giorni si conteggiano escludendo il «dies a quo», cioè il giorno iniziale, ossia quello in cui si è ricevuto la notifica dell’atto (o la conoscenza della pretesa) ma si deve comprendere il «dies a quem», cioè il giorno finale. Se il giorno finale di presentazione cade in un giorno festivo, ovvero di sabato, la scadenza per la presentazione viene prorogata al giorno feriale successivo, ciò valendo anche nelle impugnazioni degli estratti ruolo.
Benito Fuoco
Con sentenza (…) la Commissione tributaria regionale della Sicilia, ha rigettato l’appello proposto da T. M. avverso la sentenza n. 232/4/16 della Commissione tributaria provinciale di Trapani, che aveva dichiarato inammissibile per tardività il ricorso della contribuente contro gli estratti di ruolo (…) La Ctr confermava in via preliminare la decisione del giudice di prime cure di inammissibiltà del ricorso (…).
Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione la contribuente affidato a tre motivi.
L’Agente della Riscossione si è difesa con controricorso. Con il primo motivo, ex art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ., la ricorrente denuncia la violazione/falsa applicazione di plurime disposizioni legislative processuali, poiché la Ctr è incorsa in error in procedendo nel confermare la statuizione del giudice di prime cure di intempestività della proposizione del ricorso avanti alla Ctp, senza tener conto della proroga del termine scadente in giorno festivo, pur avendo contraddittoriamente richiamato la normativa in premessa. Va preliminarmente scrutinata e disattesa l’eccezione, contenuta nel controricorso secondo cui in ogni caso la Ctr ha deciso la causa nel merito in modo conforme al diritto vivente. Va infatti rammentato che «Il giudice, decidendo su una questione che, benché logicamente pregiudiziale sulle altre, attiene al merito della causa, a differenza di quanto avviene qualora dichiari l’inammissibilità della domanda o il suo difetto di giurisdizione, o competenza, non si priva della «potestas iudicandi» in relazione alle ulteriori questioni di merito, sicché, ove si pronunci anche su di esse, le relative decisioni non configurano «obiter dicta», ma ulteriori «rationes decidendi», che la parte ha l’interesse e l’onere d’impugnare, in quanto da sole idonee a sostenere il decisum» (Sez. 1, Ordinanza n. 6985 dell’11/03/2019, Rv. 653108 – 01). Dal momento che la Ctr ha statuito in via pregiudiziale che il ricorso avanti alla Ctp era inammissibile in quanto tempestivo, la successiva statuizione di merito costituisce mero obiter dictum, irrilevante ai fini della presente impugnazione. La censura proposta in ricorso è fondata, poiché è pacifico il fatto che la contribuente ha avuto conoscenza dell’esistenza dei ruoli oggetto di impugnazione in data 19/11/2014 e che il termine di sessanta giorni, scadente il 18/1/2015, domenica, è prorogato per legge al primo giorno successivo feriale, lunedì 19/1/2015, allorquando la contribuente ha tempestivamente proposto ricorso avanti alla Ctp, depositandolo il 18/2/2015 (…)

By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati