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Assemblee condominiali soltanto a distanza

Assemblee soltanto a distanza
Assemblee condominiali soltanto a distanza, ove possibile. Per il resto l’amministratore continua a svolgere le proprie funzioni e tra queste anche la riscossione delle spese condominiali, per le quali a maggior ragione è oggi sconsigliato il pagamento in contanti. Sospesi gli adempimenti fiscali. Sono gli ulteriori effetti per il condominio della normativa emergenziale Covid-19.


Assemblee condominiali in videoconferenza (se possibile) Le assemblee condominiali incorrono ovviamente nel divieto di riunione previsto dal dpcm dell’1 marzo 2020. Tuttavia tra le Faq pubblicate sul sito internet della presidenza del consiglio dei ministri viene precisato che le assemblee sono vietate, a meno che non si svolgano con modalità a distanza, assicurando comunque il rispetto della normativa in materia di convocazioni e delibere.


Il dubbio maggiore sulla fattibilità delle assemblee a distanza è quello relativo alla mancanza di una disposizione normativa ad hoc. Anche il riferimento per analogia alle disposizioni del codice civile in materia di assemblee societarie sembra poco utile, in quanto lo svolgimento delle stesse in videoconferenza o con modalità analoghe è consentito ove ciò sia previsto dal rispettivo statuto. Quindi, nel caso del condominio, sarebbe necessaria una analoga disposizione regolamentare. Tuttavia l’art. 106, comma 2 del dl n. 18/2020, limitatamente al periodo di emergenza, ha ora legittimato per le società l’intervento in assemblea e l’espressione del voto a distanza, anche in deroga a eventuali e diverse disposizioni statutarie. Un secondo problema riguarda invece la mancanza di un luogo fisico nel quale possano recarsi a votare i condomini che non riescano o non vogliano utilizzare uno strumento tecnologico. Da questo punto di vista è però evidente come scopo comune a tutte le disposizioni emergenziali di queste settimane sia quello di evitare assembramenti ma al contempo garantire lo svolgimento delle attività economiche. Di qui l’insistenza sulla riunione a distanza degli organi collegiali, sia pubblici che privati (si veda anche quanto previsto dall’art. 73, comma 4, del dl n. 18/2020 per le riunioni delle associazioni private non riconosciute e delle fondazioni). Inoltre il luogo fisico di cui all’art. 66 Disp. att. c.c. potrebbe anche essere identificato con il domicilio dell’amministratore che ha convocato l’assemblea e che ospita la riunione in via telematica, fungendo da segretario verbalizzante.


Non vanno però taciute le difficoltà in ordine alla necessità di garantire, anche nel periodo emergenziale, che ciascun avente diritto sia messo in condizione di essere avvisato per tempo della riunione e possa partecipare e votare senza difficoltà. Non si può infatti dare per scontato che tutti i condomini, soprattutto quelli più avanti con l’età, abbiano la possibilità e/o le competenze per partecipare all’assemblea in videoconferenza. Uno strumento da valutare potrebbe allora essere quello della delega, concentrando il potere di voto sui quei condomini o soggetti terzi (figli, parenti ecc.) che possano partecipare senza problemi alla videoconferenza.


L’incasso delle spese condominiali. L’amministratore, come detto, continuerà quindi a svolgere da casa le proprie incombenze. Fra queste si segnala l’obbligo di riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio e per l’esercizio dei servizi. Si tratta di un’attività che non può essere interrotta, per garantire la continuità della gestione condominiale. I condomini, oggi più che mai, sono quindi chiamati a contribuire alle spese comuni rispettando i termini di pagamento indicati. Si ricorda che l’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio. Se la prassi ancora in uso di effettuare pagamenti in contanti da parte dei condomini è generalmente sconsigliabile per motivi di trasparenza contabile, oggi più che mai essa deve essere evitata, perché espone a rischi di contagio sia il condomino che si reca nello studio dell’amministratore sia quest’ultimo. Si insiste quindi sulla necessità di utilizzare lo strumento del bonifico bancario, accedendo al proprio conto online e indicando l’esatta causale del versamento effettuato in favore del condominio.


Sospensione degli adempimenti tributari. Sono congelati gli adempimenti fiscali che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 a favore delle persone fisiche e giuridiche, quindi anche dei condomini. Gli adempimenti sospesi dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni, in unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di cinque rate mensili di pari importo a decorrere dall’1 giugno 2020. Come comunicato da Confedilizia, restano inoltre fermi i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata 2020 come stabiliti dall’art. 1 del dl n. 9/2020. È pertanto confermato il termine del 31 marzo 2020 per la presentazione della comunicazione relativa ai lavori condominiali che diano diritto ai bonus fiscali, così come il termine di presentazione all’Agenzia delle entrate e della consegna ai percipienti delle certificazioni fiscali.


By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati