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Effetto retroattivo per la nuova rendita
 catastale

Effetto retroattivo per la nuova rendita

Una volta correttamente eseguita la notifica di un provvedimento di variazione catastale, nemmeno opposto dal contribuente e quindi definitivo, l’ente comunale è legittimato a utilizzare quella rendita anche retroattivamente con riferimento a periodi d’imposta non assolti né ancora prescritti. È quanto si evince dalla sentenza n. 5265/18/2019 della Ctr Lombardia. Al ricorrente inizialmente era pervenuto un avviso di accertamento per omesso pagamento dell’Ici 2012 dovuta sul suo immobile del centro di Milano. Tale bene era stato già oggetto di classamento con atto notificato nell’anno 2015, con revisione della classe in A/10, non contestato dalla parte e divenuto definitivo. 
Ebbene, proprio impugnando l’avviso di accertamento ricevuto, il ricorrente contestava il fatto che non gli fosse stato comunicato il precedente riclassamento, in una evidente violazione dell’art. 74 comma 1 della Legge 342/2000. Ciononostante, la Ctp rigettava il ricorso di primo grado posto che veniva invece comprovata, dal comune costituitosi, l’avvenuta notifica della variazione. Tale circostanza risultava dirimente anche nel successivo grado di appello, anch’esso conclusosi col rigetto del gravame proposto dal contribuente. Se da una parte l’ente appellato insisteva per la correttezza dell’avviso impugnato in quanto successivo a quella notifica della variazione e in quanto emesso per il recupero dell’imposta non pagata per la precedente annualità, il ricorrente lamentava che semmai il provvedimento acquistasse efficacia dalla data della variazione notificata e non avesse effetto retroattivo. 
La Ctr, invece, escluso ogni dubbio sul corretto perfezionamento della notificazione della variazione, ha affermato che, data la natura dichiarativa dell’atto di attribuzione della rendita, esso, una volta notificato, è efficace e retroagisce nei suoi effetti anche fino al momento in cui era stata presentata la scheda di variazione catastale da parte dello stesso contribuente. La stessa Cassazione (Cass. n. 22653/2019), tra l’altro, stabilisce che ai fini Ici, «il provvedimento di modifica della rendita catastale, emesso dopo il 10 gennaio 2000 a seguito della denuncia di variazione dell’immobile presentata dal contribuente, è utilizzabile, a norma dell’art. 74 della l. n. 342 del 2000, anche con riferimento ai periodi di imposta anteriori a quello in cui ha avuto luogo la notificazione del provvedimento, purché successivi alla denuncia di variazione».
Nicola Fuoco
S. A. impugnava l’avviso di accertamento notificato il 16/5/2017, con il quale il comune di Milano aveva liquidato la differenza d’imposta lei non versata per l’anno 2012 relativamente all’unità immobiliare di sua proprietà sita in (…), classato nel dicembre 2014 in Cat. A/10 con atto notificato il 23/2/2015, divenuto definitivo per mancata contestazione.(…)
La Ctp respingeva il ricorso nei termini appresso indicati. L’immobile in esame era inizialmente classato in Cat. A/l e seguito di istanza revisione catastale presentata il 25/6/1987 e messa in atti in data 15 dicembre 2014, la revisione del classamento era stata notificata il 23 febbraio 2015 ed era divenuta definitiva perché mai impugnata dal contribuente.(…)
Fatte queste premesse, considerato che la giurisprudenza ha ritenuto la natura dichiarativa dell’atto di attribuzione della rendita, deve confermarsi l’orientamento secondo cui tale atto diviene efficace con la sua notificazione e retroagisce i suoi effetti al momento in cui era stata presentata la scheda di variazione catastale, che nel caso in esame risale al giugno del 1987.
In tal senso, si richiama l’orientamento della S. C. secondo cui in tema di Ici, ai fini del computo della base imponibile, il provvedimento di modifica della rendita catastale, emesso dopo il 10 gennaio 2000 a seguito della denuncia di variazione dell’immobile presentata dal contribuente, è utilizzabile, a norma dell’art. 74 della I. n. 342 del 2000, anche con riferimento ai periodi di imposta anteriori a quello in cui ha avuto luogo la notificazione del provvedimento, purché successivi alla denuncia di variazione. Il legislatore, infatti, stabilendo con il cit. art. 74 che, dal 1° gennaio 2000, gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali siano efficaci soltanto a decorrere dalla loro notificazione, non ha voluto restringere il potere di accertamento tributario al periodo successivo alla notificazione del classamento, ma piuttosto segnare il momento a partire dal quale l’amministrazione comunale può richiedere l’applicazione della nuova rendita e il contribuente può tutelare le sue ragioni contro di essa, non potendosi confondere l’efficacia della modifica della rendita catastale – coincidente con la notificazione dell’atto – con la sua applicabilità, che va riferita invece all’epoca della variazione materiale che ha portato alla modifica. (Cass. n. 22653/2019).
Le spese seguono la condanna.
P.Q.M.
Rigetta l’appello e condanna l’appellante al pagamento delle spese processuali liquidate in euro 500,00, oltre accessori di legge.

By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati