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microzone : Il riclassamento deve essere ben giustificato


Il riclassamento deve essere ben giustificato

Il provvedimento di riclassamento delle microzone comunali deve essere motivato in maniera rigorosa in modo da far conoscere al contribuente le ragioni alla base del provvedimento. Lo ha stabilito la sezione quinta della Cassazione nella sentenza n.6867/2020. Si conferma, quindi, la necessità di motivare in maniera rigorosa ogni accertamento dell’amministrazione, sia pure eseguito su microzone di appartenenza dove, in base all’articolo 1, comma 335, della legge n.311/2004, il valore di mercato gioca un ruolo di rilievo. La vertenza riguarda un avviso di accertamento catastale con cui, in applicazione del menzionato articolo 1, l’Agenzia del territorio aveva rideterminato il classamento con conseguente rendita catastale di diversi immobili in zone di prestigio ubicati nella microzona 20 (Salario – Trieste) di Roma. La Ctp di Roma aveva accolto il ricorso ritenendolo carente di motivazione; in appello la decisione, sia pure con diverse motivazioni, veniva confermata. La Cassazione ha rigettato il ricorso erariale confermando i due precedenti gradi di merito. Il collegio supremo ha stabilito che ai fini della individuazione dell’esatto valore reddituale dell’immobile rileva sia il fattore posizionale, determinato dalla collocazione in una microzona, sia il fattore edilizio, desumibile dai parametri distintivi del fabbricato e della singola unità immobiliare; quali dimensione e tipologia, destinazione funzionale, epoca di costruzione, dotazione impiantistica, qualità e stato edilizio, pertinenze comuni ed esclusive e anche il livello di piano. Il collegio riprende la sentenza n.249/2017 della Corte costituzionale dove, la stessa Corte, ha ritenuto che il provvedimento di riclassamento deve porre il contribuente in grado di conoscere le ragioni che lo giustificano e che non possa ritenersi sufficientemente motivato il solo riferimento alla microzona e alle sue caratteristiche, affermando che «la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona; e proprio in considerazione del carattere «diffuso» dell’operazione, questo stesso riclassamento deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento». Secondo quanto stabilito dai giudici supremi nella sentenza, la motivazione degli atti di riclassamento non può essere integrata nel giudizio di impugnazione e non può avere motivazioni standardizzate.
Benito Fuoco
Costituisce altro orientamento consolidato quello secondo cui, in tema di estimo catastale, quando procede all’attribuzione d’ufficio di un nuovo classamento a un’unità immobiliare a destinazione ordinaria, l’Agenzia del Territorio, a pena di nullità del provvedimento per difetto di motivazione, deve specificare se tale mutamento è dovuto a trasformazioni specifiche subite dall’unità immobiliare in questione, oppure a una risistemazione dei parametri relativi alla microzona in cui si colloca l’unità immobiliare. L’Agenzia del Territorio dovrà indicare, nel primo caso, le trasformazioni edilizie intervenute, e nel secondo caso l’atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano. (…) In queste ipotesi, la ragione giustificativa del mutamento di rendita non è la mera evoluzione del mercato immobiliare, né la mera richiesta del comune, bensì l’accertamento di una modifica nel valore degli immobili presenti nella microzona, attraverso le procedure previste dall’art. 1, comma 339, della legge 30 dicembre 2004 n. 311 (…) Posta la legittimità dello strumento in generale, se ne impone tuttavia un corretto utilizzo, che a giudizio di questa Corte non può prescindere da un’adeguata valutazione, caso per caso, del singolo immobile, oggetto di riclassificazione. Poiché non è sufficiente il rispetto dei criteri generali previsti dalla norma, ma si richiede che l’attribuzione della nuova rendita venga contestualizzata in riferimento alle singole unità immobiliari, anche gli oneri motivazionali devono adeguarsi a esigenze di concretezza e di analiticità, senza che possa ritenersi sufficiente una motivazione standardizzata, applicata indistintamente, che si limiti a richiamare i presupposti normativi in modo assertivo.(…) non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento ai suddetti parametri di legge e ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, allorché da questi ultimi non siano evincibili gli elementi (come la qualità urbana del contesto, la qualità ambientale della zona di mercato, le caratteristiche edilizie del fabbricato) che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento, esigendosi che detto obbligo motivazionale sia assolto in maniera rigorosa in modo che il contribuente sia posto in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento, avente carattere «diffuso». (…)

By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati