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Evasione, il cash batte la casa


Evasione, il cash batte la casa

di Debora Alberici*

Nell’ambito di un’inchiesta per evasione fiscale il sequestro diretto sui conti aziendali non può essere sostituito con la confisca di un immobile della società. Infatti il denaro è un bene fungibile e che copre con maggiore precisione e facilità il profitto dell’illecito.


È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15308 del 19 maggio 2020, ha accolto nel merito il ricorso presentato dalla Procura di Rieti. In primo luogo, chiariscono gli Ermellini, le somme di denaro oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, che costituiscono il profitto del reato oppure un valore ad esso equivalente, non possono essere sostituite con beni mobili od immobili di identico valore, perché tale operazione comporta la permuta di un bene di immediata escussione con un diritto di proprietà non immediatamente convertibile in un valore corrispondente al profitto del reato.


In altri termini, per la terza sezione penale, non è ammissibile – neppure qualora vi sia il consenso del soggetto interessato a sottoporre a vincolo un bene immobile di proprietà del soggetto che si è avvantaggiato del reato ma che, a quanto pacificamente risulta, non costituisce profitto, nemmeno indiretto, dell’illecito, si tratterebbe di un vincolo preordinato ad una confisca per equivalente del profitto che la legge non prevede in capo al soggetto che si è avvantaggiato del reato, essendo la stessa prevista – e solo in caso di impossibilità della confisca del profitto del reato – nei riguardi – dell’autore dello stesso. Nonostante il consenso del soggetto interessato al trasferimento del sequestro dal denaro all’immobile neppure espresso con formalità idonee a vincolare giuridicamente la società in vista di un futuro atto ablatorio, qualora questo dovesse ritenersi ammissibile l’eventuale sentenza di condanna non potrebbe mai disporre la confisca di quel bene, non prevista né consentita dalla legge, sicché il provvedimento cautelare si rivelerebbe privo degli effetti che gli sono propri. Le disposizioni sulla confisca, di fatto, rivestono carattere di stretta interpretazione e, avendo spiccata natura pubblicistica, il loro contenuto ed i loro effetti non possono formare oggetto di pattuizioni.


By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati