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Tari, gli sconti della discordia


Tari, gli sconti della discordia
di Francesco Cerisano

Èguerra sugli sconti della Tassa rifiuti per le attività economiche e gli esercizi commerciali fermi al palo durante il lockdown. La delibera n.158/2020 dell’Arera (l’Authority di regolazione per energia, reti e ambiente) che ha rettificato le tariffe per le utenze non domestiche improduttive di rifiuti durante la sospensione delle attività riducendo anche quelle domestiche per le fasce più deboli della popolazione, ha messo in grande difficoltà i comuni. 


L’Anci ha stimato in 400 milioni i minori introiti derivanti dall’applicazione dei nuovi parametri e ha chiesto (per il momento invano) che la cifra fosse subito aggiunta al Fondo di 3 miliardi stanziato dal decreto Rilancio (dl n.34/2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.128 di ieri) per compensare le perdite di gettito dei comuni. Pena la messa in sofferenza della raccolta rifiuti in tutta Italia. 


Ma la querelle, prima ancora che con un emendamento correttivo quando il decreto arriverà in parlamento, potrebbe essere presto risolta dal Tar. 


A rivolgersi ai giudici amministrativi è l’Anutel, l’Associazione nazionale uffici tributi degli enti locali, che ha promosso una vera e propria class action contro la delibera, promuovendo un’azione collettiva per chiederne l’annullamento, previa sospensione. 


L’associazione guidata da Francesco Tuccio accusa l’Arera di aver violato la potestà regolamentare e decisionale riservata dall’ordinamento ai comuni in materia di tassa rifiuti. «Senza alcun mandato di legge, Arera ha ridisegnato le competenze, attribuendo potestà decisoria e regolamentare in materia di riduzioni tecniche ed agevolazioni fiscali, relative alla tassa rifiuti agli Enti di governo degli ambiti territoriali ottimali (cosiddetti Egato) ovvero enti diversi dai comuni», lamenta l’Anutel. 


Per non parlare poi degli effetti devastanti sui bilanci dei comuni «che verrebbero chiamati a dare copertura con proprie risorse senza aver nulla potuto decidere in merito, in violazione delle prerogative di autonomia amministrativa, patrimoniale e finanziaria tutelate dagli artt.118 e 119 della Costituzione». 


Di qui la decisione di essere al fianco degli enti locali attivando in priis un gruppo di studio che assisterà i comuni nel ricorso collettivo. Gli enti interessati potranno aderire con delibera di giunta alla convenzione stipulata dall’associazione con l’avv. Riccardo Ventre che presenterà ricorso al Tar chiedendo innanzitutto la sospensione cautelare della delibera visto «il pregiudizio irreversibile» che si produrrebbe sui conti dei municipi nelle more della decisione finale.


By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati