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Imu-Tasi, per l’acconto valgono le aliquote 2018

di Sergio Trovato


Ancora pochi giorni per pagare gli acconti Imu e Tasi. Il termine ultimo per passare alla cassa è il 17 giugno, considerato che il giorno di scadenza tradizionale, vale a dire il 16 giugno, è domenica. Titolari di fabbricati e aree edificabili sono tenuti a versare il 50% delle imposte pagate nel 2018. 


Il resto dovrà essere versato entro il 16 dicembre, a conguaglio di quanto dovuto per l’intero anno facendo riferimento a aliquote e detrazioni deliberate dalle amministrazioni comunali per il 2019. In sede di saldo molti contribuenti avranno la spiacevole sorpresa di scoprire che molti enti hanno innalzato le aliquote per seconde case, negozi e aree edificabili e, quindi, saranno tenuti a un esborso maggiore rispetto a quanto pagato nei 3 anni precedenti, considerato che è venuto meno il blocco all’aumento dei tributi locali. 


Lunedì prossimo, dunque, è l’ultimo giorno utile per versare gli acconti Imu e Tasi. I soggetti obbligati devono versare il 50% delle imposte pagate nel 2018. Entro il 16 dicembre, a saldo, dovrà essere effettuato il conguaglio di quanto dovuto per l’intero anno, calcolato in base alle aliquote e detrazioni deliberate per il 2019. Sono tenuti a pagare le imposte locali tutti i contribuenti titolari di fabbricati e aree edificabili. 


La Tasi è dovuta anche da coloro che occupano gli immobili, per esempio gli inquilini, nella misura (dal 10 al 30%) stabilita dal regolamento comunale. Non sono, invece, obbligati al versamento possessori e detentori delle unità immobiliari destinate a abitazione principale, con relative pertinenze. Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle suddette categorie catastali, anche se iscritte in catasto unitamente all’immobile adibito ad abitazione. 


In presenza delle condizioni di legge gli immobili adibiti a prima casa sono esenti, tranne quelli iscritti nelle categorie catastali A1, A8 e A9, vale a dire immobili di lusso, ville e castelli, per i quali il trattamento agevolato è limitato all’aliquota e alla detrazione. La legge prevede per queste unità immobiliari l’applicazione di una aliquota ridotta del 4 per mille, che i comuni possono aumentare o diminuire di 2 punti percentuali, e una detrazione di 200 euro. 


Mentre l’aliquota di base per tutti gli altri immobili, a partire dalle seconde case, è fissata nella misura del 7,6 per mille, che gli enti locali possono aumentare o diminuire di 3 punti percentuali.


Sono esenti dall’Imu anche i terreni. Non sono tenuti al pagamento dell’imposta, infatti, oltre ai titolari di terreni montani o di collina ubicati nei comuni elencati nella circolare del Ministero dell’economia e delle finanze 9/1993, quelli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, a prescindere dalla loro ubicazione, quelli ubicati nelle isole minori, nonché quelli a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile. 


Il versamento può essere effettuato con il modello F24 o tramite apposito bollettino di conto corrente postale.


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By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 Dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati

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