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Affitti brevi, è ora di diversificare

di Marco A. Capisani

Appartamenti al mare, dimore di lusso, persino castelli e ancora abitazioni virtuali per provare, prima del soggiorno, la casa che si vuole prendere in affitto. Ma poi ci sono pure i servizi aggiuntivi, di navetta per chi arriva e chi è in partenza, gli smart locker e gli spazi pensati espressamente per la socializzazione. Il wi-fi? Non basta, è dato per scontato. Insomma, può continuare a lungo l’elenco delle opzioni a valore aggiunto che le piattaforme immobiliari di affitti brevi stanno lanciando sul mercato, uno dietro l’altro, pur di distinguersi dalla concorrenza e attirare clienti. Infatti, in Italia, dilaga il fenomeno delle case date in affitto per periodi brevi, coinvolgendo sia le località turistiche sia le grandi città senza una forte tradizione artistica, come Milano. Un trend che non interessa solo il fisco italiano (per arginare una possibile concorrenza sleale col settore alberghiero) ma anche e soprattutto responsabili ed esperti di marketing. La domanda è: come trovare ancora spazio in un comparto sempre più affollato? In attesa della risposta, nella Penisola stanno scendendo anche operatori stranieri a ingrossare le fila. «E sarà un mercato sempre più affollato perché la crescita del turismo tricolore spinge l’offerta», spiega a ItaliaOggi Francesca Zirnstein, d.g. di Scenari Immobiliari. «Lo scorso novembre abbiamo stimato in 23 mila i posti letto residenziali, gestiti da piattaforme; oggi possiamo proiettare un dato sui 25 mila. In termini di case sono 34,7 milioni le unità residenziali, di cui oltre il 90% appartiene a privati. Motivo per cui è difficile estrapolare un valore complessivo del business».


Aumentando il numero dei competitor, l’offerta tende a segmentarsi tra case di lusso o meno, città e località di mare o monti, clienti giovani e meno giovani, sempre secondo il d.g. di Scenari Immobiliari. Unico punto in comune: pianificare una comunicazione che è soprattutto online e in particolare social. A conferma c’è il caso di Belvilla, marchio olandese che fa capo a Oyo Vacation Homes, sbarcato in Italia con un focus preciso su ville e appartamenti nei centri turistici, perlopiù di fascia alta. «Adesso ci stiamo espandendo verso le città», precisa Gianluca Cocco, country manager di Oyo Vacation Homes per Croazia e Italia. «Gestendo circa 4 mila case, aiutiamo i clienti del Nord Europa a scegliere la loro destinazione. Quali sono le mete preferite dagli stranieri? Soprattutto Toscana, la zona dei laghi sopra Milano ma anche Liguria e Sicilia. Le nuove aree d’interesse sono le Dolomiti, la Sardegna, Puglia e Campania che hanno potenziale inespresso». La stessa Toscana, nonostante la forte affluenza, ha ancora margini di sviluppo, a giudizio di Cocco. Potendo scegliere tra case di fascia alta, ville e anche castelli o strutture in glamping (dalla sintesi inglese di glamour camping), Belvilla offre al suo pubblico servizi come lo smart locker (serratura automatica che non prevede lo scambio di chiavi e quindi libera gli ospiti da obblighi di orario) e soprattutto «la presenza del nostro catalogo su più di 2 mila portali, da Expedia al più famoso Airbnb». chiosa il country manager. 


Chi invece scommette molto sulla tecnologia è Milano Contract District, piattaforma lanciata nel 2016 dall’a.d. Lorenzo Pascucci, che a supporto di chi vende o affitta immobili apre le cosiddette «open house», appartamenti campione, fisici o virtuali, per visitare in anticipo la casa prima della scelta finale. Non solo, nel suo spazio espositivo di 1.700 mq a Milano, ha realizzato «una casa indoor», un appartamento campione vero e proprio, in scala 1:1, completo di accessori e servizi. Del resto, conclude Zirnstein, «gli stessi proprietari si affidano alle varie piattaforme per affidare loro le numerose richieste dei clienti e, in questo modo, demandano anche la risposta a timori che riguardano problemi relazionali con estranei, mancati pagamenti e risarcimenti per eventuali danni».