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Case, limiti agevolativi

Se non si è una banca o un intermediario finanziario non è possibile fruire delle agevolazioni per la cessione in blocco di immobili dal contratto di leasing.


Per gli immobili rinvenienti dalla risoluzione di contratti di leasing pervenuti in capo al cedente per effetto della cessione in blocco dei beni e dei rapporti si applica l’ordinario trattamento tributario. Con la risposta n. 54 del 12/2/2020 sull’agevolazione prevista per gli immobili rinvenienti dalla risoluzione di contratti di leasing, l’Ageniza ha chiarito che, nel caso in cui gli immobili pervengano per effetto di una cessione in blocco può essere applicata solo al ricorrere del requisito soggettivo in capo al cedente (banca o intermediario finanziario), per effetto della particolare provenienza dell’immobile acquistato.


La legge di Stabilità 2011 stabilisce, infatti, che alle cessioni effettuate dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, nel caso di esercizio, da parte dell’utilizzatore, dell’opzione di acquisto dell’immobile concesso in locazione finanziaria, o nel caso di immobile rinveniente da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore, sono dovute in misura fissa le imposte di registro, ipotecaria e catastale.


La ratio non è di agevolare la cessione dell’immobile in sé, ma la società di leasing la quale, avendo risolto il contratto di locazione finanziaria per inadempimento dell’utilizzatore, decide di cedere l’immobile. Pertanto, per l’Agenzia, l’agevolazione può essere applicata solo al ricorrere del requisito soggettivo in capo al cedente, per effetto della particolare provenienza dell’immobile acquistato