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Bonus affitti anche per gli studi ma solo con fatturato dimezzato

Bonus affitti anche per gli studi ma solo con fatturato dimezzato

Alessandro Debonis

Il bonus affitti verrà esteso anche agli studi professionali. Il credito di imposta pari al 60% del canone mensile per gli affitti di immobili ad uso non abitativo è pienamente fruibile anche dai professionisti che esercitano attività di lavoro autonomo. È ciò che risulta dall’articolo 28 del dl Rilancio, che ricalca parzialmente quanto previsto a suo tempo dal decreto Cura Italia dello scorso marzo per le locazioni commerciali di botteghe e negozi. In ogni caso, si specifica che le due misure non sono cumulabili per le medesime spese. La principale novità risiede nel più ampio campo di applicazione del nuovo bonus, che ricomprende ora tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione gravati dall’affitto di immobili ad uso industriale, commerciale, artigianale, agricolo, turistico o professionale. Ad eccezione dei titolari di strutture alberghiere, per i quali il diritto matura indipendentemente dal normale volume di guadagno, possono usufruire dello strumento soltanto imprenditori o professionisti che dimostrino di non aver conseguito ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente. L’ammontare del bonus, poi, deve essere necessariamente commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento ai mesi di marzo, aprile e maggio (eccetto che per le strutture turistiche per le quali rilevano, invece, i mesi di aprile, maggio e giugno). Condizione oggettiva di applicabilità della misura è la riduzione effettiva del fatturato o dei corrispettivi nella misura di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Sanato invece il dubbio sulla vigenza del principio di cassa o competenza: il comma 6 dello stesso articolo, infatti, ne posticipa l’efficacia all’effettivo pagamento dei canoni. Quanto al concreto utilizzo del credito, si dispone che il professionista debba usufruirne al momento della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa o, in alternativa, in via compensativa. Il credito d’imposta non concorrerà alla formazione del reddito rilevante ai fini di Irpef e Irap. Si menziona, infine, l’ulteriore categoria di soggetti beneficiari comprendente gli enti no-profit, religiosi e del terzo settore per la locazione di immobili ad uso istituzionale


By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 Dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati