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I comuni possono rinviare l’Imu

I comuni possono rinviare l’Imu

di Sergio Trovato

Le amministrazioni comunali possono prorogare il pagamento della prima rata Imu che scadrà il prossimo 16 giugno. Il differimento del termine potrebbe essere disposto, con delibera consiliare, per i contribuenti che hanno subito pesanti perdite economiche a causa dell’emergenza sanitaria. I soggetti legittimati a pagare in ritardo non saranno tenuti a pagare sanzioni e interessi. Lo ha chiarito l’Ifel, con una nota del 21 maggio scorso, nella quale ha indicato il 30 settembre come possibile data di scadenza dell’acconto Imu e il 31 ottobre come termine ultimo per consentire ai contribuenti beneficiari della proroga di autocertificare il loro status. 


L’Ifel (Istituto di finanza locale dell’Anci), in seguito alle numerose richieste inviate dai comuni, nei giorni scorsi ha pubblicato una nota sull’eventuale concessione di una proroga dell’acconto Imu per i soggetti che hanno avuto difficoltà economiche a causa della pandemia. Alla nota è stata allegato uno schema di delibera consiliare per disporre il differimento del termine. E’ stata proposta la data del 30 settembre per il versamento e il 31 ottobre, come data per autocertificare le difficoltà economiche. Gli enti, tenuto conto dei problemi causati dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19, possono stabilire «una proroga dei termini di versamento dell’acconto Imu 2020, limitatamente ai contribuenti che hanno registrato difficoltà economiche». In particolare, secondo l’Ifel, viene concessa agli interessati «la possibilità di eseguire il versamento entro una certa data, ad esempio il 30 settembre, senza applicazione di sanzioni ed interessi». Tuttavia, i contribuenti che si avvarranno del rinvio della scadenza dovranno attestare che hanno effettivamente avuto danni economici, «mediante presentazione di specifica comunicazione da presentare a pena di decadenza entro una determinata data, ad esempio il 31 ottobre p.v.». Per l’Istituto la proroga non generalizzata, ma «selettiva del termine costituisce un tangibile, seppur provvisorio sostegno a chi, persona fisica o esercente di attività economica, sta registrando difficoltà economiche a causa dell’attuale situazione». Peraltro, in questo modo vengono «salvaguardate le esigenze di cassa del comune». 


Con la nuova Imu le amministrazioni locali hanno il potere di prorogare il temine per il pagamento, visto che non è stato concesso alcun rinvio con legge statale. In effetti, il comma 777 della legge 160/2019 dà all’ente la facoltà di differire i termini di versamento del tributo, per situazioni particolari. Sicuramente è da ritenere una situazione particolare quella che ha prodotto il Covid-19. E per l’Ifel questa è una situazione così straordinaria che non obbliga gli enti a fare distinzioni tra quota statale e quota comunale. Quindi, al comune non è imposto di «limitare tale potestà motivata da «situazioni particolari» alla quota di propria spettanza finale». A fronte, poi, di un differimento del termine piuttosto contenuto. Va ricordato che, in mancanza di una proroga deliberata dal singolo ente, il termine ultimo per effettuare il versamento della prima rata è fissato al prossimo 16 giugno. 


Da quest’anno i titolari e detentori di immobili non sono più tenuti a pagare la Tasi, che è stata abolita dalla legge di bilancio 2020. Obbligati a versare l’Imu sono i titolari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli, che non fruiscono dell’esenzione. L’acconto va calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni deliberate dai comuni per l’anno precedente. La prima rata è pari alla metà di quanto versato a titolo di Imu e Tasi per il 2019. Quindi va versato il 50% di quanto pagato per i due tributi nel 2019. Naturalmente, i contribuenti possono pagare in un’unica soluzione se conoscono le deliberazioni adottate dalle amministrazioni comunali, che hanno comunque tempo fino al 31 luglio per deliberare aliquote, detrazioni e riduzioni. 


By | 2018-12-26T13:11:19+00:00 Dicembre 26th, 2018|Commenti disabilitati su Registrati