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In arrivo importanti novità per le famiglie a basso reddito che vivono in affitto.

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di ripartizione alle Regioni dello stanziamento aggiuntivo di 140 milioni per il Fondo Sostegno Affitti previsto dall’art. 29 del Decreto Rilancio. Tali risorse sono immediatamente spendibili dai Comuni grazie alla procedura d’urgenza prevista dall’art. 65 del Cura Italia.

Servirà invece necessario un ulteriore decreto del MIUR per disciplinare l’utilizzo dei 20 milioni destinati a sostenere le spese d’affitto degli studenti universitari fuori sede.

La situazione abitativa
“Il nostro pressing ha sortito finalmente il risultato sperato – commenta il segretario generale del Sicet Cisl, Nino Falotico (in foto) -. Ora si spendano subito le risorse facendole arrivare a chi ne ha davvero bisogno dando così una boccata di ossigeno a tante famiglie che in questi mesi hanno sofferto per la parziale o totale assenza di reddito dovuta all’emergenza sanitaria che ha investito il Paese”. Questo il commento del “Mi aspetto che anche il MIUR acceleri le procedure per rendere subito spendibili le risorse destinate agli studenti universitari fuori sede in ragione del fatto che il nuovo anno accademico, pur con non poche difficoltà, è già partito”.

Secondo Falotico, “con lo stanziamento del fondo da 140 milioni per il sostegno alle famiglie in affitto si inverte finalmente la tendenza degli ultimi anni che aveva praticamente azzerato il fondo per fare cassa, con pesanti ripercussioni sulle situazioni di maggiore fragilità sociale. L’auspicio è questo cambio di rotta nelle politiche per la casa non sia solo contingente e possa essere ulteriormente rafforzato con nuovi investimenti per incrementare la disponibilità di alloggi sociali”.

L’utilizzo delle risorse
Tra le norme richiamate dal decreto di ripartizione – evidenzia il Sicet Cisl – c’è quella che consente di utilizzare in modo coordinato le risorse stanziate per l’FSA e quelle relative al Fondo Morosità Incolpevoli. Per il sindacato inquilini della Cisl si tratta di un aspetto non secondario perché rispetto ai contributi spettanti agli inquilini che hanno avuto una caduta del reddito a causa della pandemia, il provvedimento in questione introduce un criterio parzialmente diverso da quello sancito con il decreto ministeriale di riparto dell’FMI.

La platea dei beneficiari dell’FMI è stata infatti ampliata anche ai soggetti che, pur non essendo destinatari di provvedimenti esecutivi di sfratto, presentino un’autocertificazione nella quale attestino di aver subito, in ragione dell’emergenza Covid-19, una perdita del proprio reddito Irpef superiore al 30% nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Quella dei beneficiari dell’FSA risulta invece ora estesa ai soggetti con ISEE non superiore a 35.000 euro e che dichiarino una perdita superiore al 20% nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

Comune ad entrambi i casi è poi l’ulteriore requisito per cui deve trattarsi di persone che non dispongono di sufficiente liquidità per far fronte al pagamento del canone di locazione e/o degli oneri accessori. Pertanto – spiegano i tecnici del Sicet – le Regioni sono chiamate a fissare criteri chiari e univoci per escludere coloro che potrebbero provvedere comunque ai pagamenti in virtù di una certa consistenza dei risparmi accumulati.

Le risorse delle Regioni
Il quadro sopra descritto non sarebbe completo se non si tenesse conto di una ulteriore disposizione che viene introdotta da questo decreto del MIT e che, anche al fine di un rapido ed efficace utilizzo dei nuovi finanziamenti, legittima e valorizza le iniziative regionali precedentemente assunte. Si tratta del comma 7 per cui le Regioni che avevano già avviato misure riconducibili all’emergenza Covid prima del 19 luglio 2020 possono comunque destinare le risorse che vengono ora ripartite ad integrazione delle misure già previste.

Altra novità è costituita dai commi 8 e 9 che prevedono l’istituzione di un meccanismo di monitoraggio sulla gestione dei fondi basato su un format predisposto dal MIT al quale dovranno attenersi le Regioni per fornire un resoconto, anche alla luce delle recenti osservazioni in materia della Corte dei conti.