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Lo stabile degli anni ‘60
È uno stabile degli anni ‘60 con la caldaia ancora a gasolio. Molto inquinante in inverno per colpa dei riscaldamenti. «È stato appena fatto l’allacciamento del gas e stanno per essere montate le caldaie murali a condensazioni. Un intervento di 900 mila euro per 19 unità abitative, neanche 1 euro speso dai condomini». A parlare è Roberto Asaro. l’amministratore del condominio in via Baracca a Prato e presidente locale di Anaci, che ieri ha ricevuto anche la visita del sottosegretario di Palazzo Chigi, Riccardo Fraccaro
L’intervento a Prato
Si tratta del primo stabile ad usufruire del superbonus al 110% stabilito dal decreto legge Agosto. «Una detrazione d’imposta — spiega Asaro — che ha una condizione ostativa: l’immobile deve salire di due classi energetiche. Ma per farlo servono alcuni interventi trainanti senza i quali non è ottenibile il credito fiscale». Dice Asaro che si tratta della realizzazione del cappotto termico e la sostituzione delle caldaie a cui possono legarsi nuovi infissi ed avvolgibili e l’installazione di ricariche per le vetture elettriche o di pannelli fotovoltaici.
I rischio del non rifinanziamento e delle tempistiche
Ci sono una serie di pratiche da sbrigare. E il rischio che l’infinita mole di interventi che serviranno per l’intero patrimonio immobiliare nazionale non basteranno ad ultimarsi entro fine 2021, termine dopo il quale non è previsto un rifinanziamento dell’agevolazione. Mettiamoli in ordine
L’iter di approvazione
In primis dopo l’approvazione degli interventi previa delibera dell’assemblea dei condomini si passa allo studio di fattibilità tecnica, alla stesura di un capitolato e al relativo computometrico (il documento che misura le dimensioni dei ponteggi, registra gli interventi sulle facciate, pavimenti, terrazze, ringhiere). Poi si compila la diagnosi energetica dell’edificio non senza che il tecnico abbia asseverato i costi ritenendoli congrui rispetto al mercato. Infine si parte con l’appalto. La novità è che il condomino non anticipa nulla. Cede semplicemente il credito d’imposta all’operatore che fa i lavori. Che trattiene un margine del 10% quando li avrà terminati.