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Lo smart working sta cambiando anche il mercato immobiliare. Probabilmente, come segnalano molti sondaggi tra i dipendenti ma anche tra i top manager , lavorare da casa diventerà parte integrante del nostro modo di lavorare, perché il remoto si alternerà al lavoro in ufficio, e in alcuni casi potrebbe diventerà l’unica modalità, come hanno già annunciato alcune aziende tecnologiche della Silicon Valley, a cominciare da Twitter, o importanti gruppi finanziari della City di Londra, come Schroders. Questo non solo elimina il bisogno di abitare nel luogo dove si lavora, ma richiede anche spazi più grandi. Ma conviene comprare o affittare davanti all’incertezza sulla durata della pandemia e sulla ripresa dell’economia, molto diversa a seconda dei settori e dei Paesi?

E’ vero, gli interessi dei mutui non sono mai stati così bassi, grazie al massiccio intervento delle banche centrali, che promettono tassi del denaro a zero o a livelli bassissimi per molti anni a venire. Il lockdown, inoltre, per chi ha conservato il lavoro, a causa della caduta dei viaggi e dei consumi in generale, ha permesso alle famiglie di risparmiare di più. E’ perciò il momento giusto per comprare casa, magari non più in città ma nei piccoli paesi dove invece si va in vacanza?
In America c’è stata un’ondata di acquisti di case in tutti gli Stati, soprattutto nei sobborghi fuori dalle città, dove la gente è stata rinchiusa durante il lockdown per il Covid-19 in primavera. Ad esempio, riporta Bloomberg, in agosto i contratti per l’acquisto di case unifamiliari a Greenwich, Connecticut, sono quasi triplicati rispetto all’anno precedente. E i contratti sono aumentati del 57% nella vicina contea di Westchester.

Il mercato immobiliare è così «hot» che l’offerta di case in vendita si sta esaurendo, minacciando di far salire i prezzi e di mettere la proprietà fuori dalla portata di molti americani. Il prezzo delle materie prime sale (vedi il legname) e sono tornate le aste (al rialzo) per accaparrarsi un appartamento. Per contro in centro città i prezzi stanno scendendo, come si osserva a Manhattan, che oltre a non offrire più l’entartainment per cui è popolare (i teatri di Broadway restano chiusi come molti ristoranti), chiede tasse molto più alte che altrove.

Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti. Nel Regno Unito, a luglio le vendite di case sono state le più alte degli ultimi 10 anni. E secondo un nuovo rapporto di Ubs i mercati immobiliari sono surriscaldati in città come Monaco, Francoforte, Toronto e Hong Kong e «a rischio di una brusca correzione».

Torniamo dunque alla domanda: è davvero il momento di comprare? «In quasi tutte le comunità si sta probabilmente pagando troppo in questo momento», sostiene Ilyce Glink, autore del libro «100 domande che chi acquista una casa per la prima volta dovrebbe chiedere», intervistato da Bloomberg. «I prezzi vengono spinti al punto di non essere accessibili anche con i tassi di interesse storicamente bassi». Nonostante questo, Glink raccomanda ancora l’acquisto a chi è in grado di farlo, perché pagare un po’ di più adesso non è così importante se si ha intenzione di rimanere in casa a lungo termine. Chiunque abbia intenzione di comprare casa, magari per la prima volta, risparmiando sull’affitto, in una situazione incerta come quella attuale dovrebbe, però, porsi le seguenti cinque domande suggerisce l’esperta:

1) Quanto tempo pensate di rimanere nella zona?
2) Quanti soldi avete per l’acconto?
3) Se in un futuro prossimo l’azienda per cui si lavora richiederà ai lavoratori di ricominciare a fare i pendolari, quella grande e verdeggiante proprietà in periferia sembrerà ancora altrettanto attraente?
4) A che punto siete nel lavoro? Vedete un cambiamento nella vostra carriera?
5) Siete disposti a spendere molto di più per la manutenzione e le tasse di quanto non abbiate in qualità di affittuari?