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Ristrutturazioni edilizie e orari da rispettare: il limite fissato dalle ordinanze comunali, dal regolamento di condomino e, infine, dalla legge.

Secondo solo al fastidio di dover fare dei lavori in casa c’è l’avere un vicino che fa lavori in casa. E questo perché la presenza della polvere e dei rumori può rendere insopportabile la vita anche di chi vive negli appartamenti confinanti. La legge ci tutela in casi del genere? In che orari si possono fare lavori in casa? Se gli operai contattati dal vicino dovessero iniziare a fare rumore alle 7 del mattino c’è possibilità di farli smettere?

Le ristrutturazioni edilizie rappresentano un diritto del proprietario di ogni appartamento che non può essere limitato solo perché procura molestie a chi abita vicino. Tuttavia, tale diritto va contemperato con le norme dell’ordinamento che vietano di recare disturbo agli altri e, in particolare, a chi vive nello stesso condominio. Ed allora in che orari si possono fare lavori in casa? Cerchiamo di scoprirlo qui di seguito.
Lavori di ristrutturazione in casa: le ordinanze comunali
Non esiste alcuna legge, valida su tutto il territorio nazionale, che stabilisca in che orari si possono fare lavori in casa. Questo significa che il legislatore ha demandato la materia agli enti locali e, più in particolare, ai Comuni.

Questo significa che, prima di fare lavori di ristrutturazione, sarà bene informarsi presso il proprio Comune per verificare se vi sono dei regolamenti locali che impongono di rispettare il silenzio entro determinate fasce orarie della giornata. La violazione di tali norme non sconfinerebbe però mai nel penale ma implicherebbe una sanzione amministrativa. Se il vicino dovesse iniziare o finire i lavori oltre i limiti fissati dal Comune, sarebbe possibile chiamare la polizia municipale.

Lavori di ristrutturazione in casa: il regolamento di condominio
Oltre alle ordinanze comunali, la materia dei lavori di ristrutturazione negli appartamenti privati può essere disciplinata dal regolamento di condominio. Il regolamento infatti può porre dei limiti anche più stringenti rispetto ai provvedimenti del Comune.

Quindi, sarà bene farsi rilasciare dall’amministratore una copia del regolamento da cui verificare la presenza di tali limitazioni.

Attenzione però: la previsione di fasce orarie entro cui non fare rumore è ammessa solo se il regolamento è stato approvato all’unanimità. E l’unanimità si può raggiungere in due modi:

con votazione in assemblea da parte di tutti i condomini presenti nell’edificio;
con l’approvazione del regolamento, stilato dall’originario costruttore dell’edificio, all’atto dell’acquisto dei singoli appartamenti. In tale ipotesi, gli acquirenti, al momento del rogito, dichiarano di accettare (seppure in momenti temporalmente distinti tra loro) il regolamento con tutte le sue clausole di limitazioni all’uso personale degli appartamenti.
Se, nel regolamento, è presente una clausola che vieta di fare rumori entro determinate fasce orarie, competente ad accettare le violazioni è il capo condomino. Pertanto, il vicino molestato dovrà chiamare l’amministratore il quale sarà tenuto a citare dinanzi al giudice il responsabile affinché rispetti il regolamento. Detto regolamento può anche contenere delle sanzioni fino a 200 euro nei confronti dei trasgressori.

Lavori di ristrutturazione in casa: i limiti della legge
Se né il Comune, né il regolamento di condominio disciplinano la materia dei lavori di ristrutturazione in condominio bisognerà rifarsi ai principi dell’ordinamento. Qui, vengono in rilievo due norme:

l’articolo 844 del Codice civile alla luce del quale non si possono vietare i rumori provenienti dal vicino che rientrano nella «normale tollerabilità»;
l’articolo 659 del Codice penale alla luce del quale è punito penalmente (con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309) chi disturba la quiete pubblica con schiamazzi o rumori.
Come detto, però, queste norme sono da contemperare con il diritto di ogni proprietario di appartamento di fare lavori di ristrutturazione. La via di mezzo si raggiunge individuando delle fasce orarie che, convenzionalmente, sono destinate al riposo. Queste fasce orarie vanno dalle 20 di sera alle 8 di mattina e dalle 13.00 alle 15.00 del pomeriggio. Questo significa che è possibile fare lavori in condominio, per quanto rumorosi possano essere, dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Quanto possono durare i lavori di ristrutturazione di un appartamento?
Alla luce di quanto abbiamo appena detto, si può anche comprendere che non vi è un limite alla durata dei lavori di ristrutturazione di un appartamento in condominio. Potrebbero volerci settimane o addirittura mesi. Il diritto di proprietà infatti garantisce al titolare di poter decidere quali lavori fare, anche laddove particolarmente lunghi e onerosi.

Lavori di ristrutturazione: occhio alla polvere
Il vicino non deve limitarsi a controllare il rumore. Deve anche prevenire che la polvere e i calcinacci possano infiltrarsi negli appartamenti limitrofi, eventualmente isolando l’area interessata ai lavori con delle pareti di plastica.

La legge [2] prevede che, durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta. In caso contrario, il titolare della ditta di costruzioni commette un vero e proprio reato, ossia una violazione di carattere penale per la quale è punito con l’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da 2.192,00 a 8.768,00 euro. Quindi, se il vicino solleva polvere ci si può difendere andando innanzitutto a sporgere querela contro la ditta di costruzioni che sta provvedendo ai lavori [2].