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Identificazione del manufatto

In un organismo edilizio i solai rappresentano le chiusure orizzontali che dividono i vari piani tra loro e separano orizzontalmente gli ambienti esterni da quelli interni. Insieme agli altri elementi di fabbrica, come le murature esterne, contribuiscono a racchiudere lo spazio, garantendo buone condizioni climatiche e ambientali.

Le chiusure orizzontali possono essere:

di base: con la funzione di staccare ed isolare l’edificio dal terreno;
di copertura: con la funzione di isolare l’edificio dall’esterno;
intermedia: che dividono orizzontalmente lo spazio interno dell’edificio.
Essendo diverse le loro funzioni, sono diverse le realizzazioni.

Le chiusure orizzontali di base sono l’insieme delle unità tecnologiche e degli elementi del sistema edilizio, aventi funzione di separare gli spazi interni dal terreno sottostante o dalle strutture di fondazione (UNI 8290). Quindi, in primo luogo, devono impedire che l’umidità del terreno risalga verso l’ambiente interessato, inoltre devono sostenere i carichi permanenti e accidentali, quindi devono avere resistenza meccanica e consentire la praticabilità.

Le chiusure orizzontali intermedie, poiché in genere non dividono ambienti con temperature differenti, non richiedono isolamento termico, mentre devono assicurare un buon isolamento acustico. Devono avere elevate proprietà statiche poiché devono reggere i carichi sovrastanti.

Le chiusure orizzontali di copertura infine, devono garantire un ottimo isolamento termico e devono consentire un rapido smaltimento delle acque piovane.

Nei solai si distinguono tre parti:

la parte resistente;
la superficie intradossale (soffitto), che copre l’ambiente sottostante;
la superficie estradossale, che serve da sostegno al pavimento dell’ambiente
Esiste anche una quarta parte relativa agli impianti, che può essere sia autonoma (nell’estradosso e/o nell’estradosso) sia inglobata nel massetto.

I requisiti delle chiusure orizzontali sono:

resistenza ai carichi permanenti (peso proprio, tramezzature, pavimenti, intonaco, ecc.) e accidentali (mobili, arredi, persone ecc.);
leggerezza, per ridurre il carico permanente e garantire economia sia nella struttura portante che nelle fondazioni;
elasticità contenuta entro limiti accettabili, affinché sotto carico abbiano modeste frecce d’inflessione;
spessore ridotto, per utilizzare al meglio l’altezza e perciò il volume edificabile;
mantenimento del microclima in ogni ambiente (isolamento termico), la traspirazione dei materiali verso l’esterno e l’impermeabilità verso l’interno (equilibrio igrometrico);
isolamento acustico;
continuità della superficie intradossale;
resistenza al fuoco;
possibilità di installare impianti;
In base alla posizione all’interno dell’edificio, tali requisiti vengono assicurati con differenti modalità progettuali ed esecutive.

Tipologie di solai

In base alla modalità di realizzazione, possiamo avere: solai di tipo monolitico, solai a nervature e solette, solai di tipo misto in opera, solai di tipo misto con travetti prefabbricati, solai in lastre di cemento armato precompresso, solai a pannelli, solai su sostegni isolati.

Inoltre, in base alle materie prime utilizzate, si distinguono quattro categorie di solaio:

solai in legno;
solai in calcestruzzo armato;
solai in laterizio e calcestruzzo armato;
solai in ferro.
Lavori di sostituzione dei solai

Il solaio quindi è un elemento costruttivo facente parte integrante dell’organismo edilizio, proprio per le caratteristiche enunciate in precedenza, qualsiasi lavoro di ristrutturazione e manutenzione che coinvolge l’edificio non può prescindere dall’analisi e dallo studio dello stato di fatto e delle condizioni del solaio.

Spesso i lavori di intervento sull’organismo edilizio si rivolgono soprattutto e specificatamente ai solai. Soprattutto per ripristinare e mantenere le caratteristiche e i requisiti sopra citati.

I solai in legno, per esempio, sono ancor oggi molto presenti nel patrimoio immobiliare italiano, soprattutto in edifici storici. Con il tempo, a causa del deterioramento del legno, fatte le dovute analisi e prospettati gli interventi, risulta più vantaggioso demolire e ricostruire il solaio, piuttosto che ripristinare e recuperare.

Quali permessi sono necessari?

Prima di avviare i lavori , però è necessario sapere quali sono i permessi necessari.

Per risolvere questi dubbi, ci viene incontro la giurisprudenza.

Nello specifico, emblematica è stata la sentenza 3/2021 del Tar Liguria che afferma che non serve il permesso di costruire per sostituire i solai della casa, a meno che l’intervento non alteri volume e superfici dell’immobile: “La sostituzione del solaio che non alteri i volumi né la superficie dell’unità immobiliare costituisce un intervento di manutenzione straordinaria, in quanto è volto ad una migliore conservazione del bene lasciando inalterata la struttura dell’edificio e la distribuzione interna dei locali”. Il Tar Liguria, nella sentenza in commento, precisa che “ La mera sostituzione di un solaio con nuovi materiali, senza alterazione delle cubature, non può essere ricondotta alla nozione di “riadattamento” di un edificio, che fa riferimento ad un intervento di modifica ben più esteso ed incisivo, oltre che mirato in genere ad un cambio di destinazione d’uso”.

Il caso in questione riguardava la sostituzione di un vecchio solaio in legno con uno nuovo in cemento armato. Durante il processo si è accertato che l’immobile (un edificio antico, la cui costruzione risale all’inizio dell’Ottocento) non era mai stato modificato nei suoi elementi strutturali ma, semplicemente, in epoca anteriore al 1960, i solai erano stati sostituiti a quelli originali, senza però variare gli elementi essenziali della struttura, che erano rimasti inalterati, così come le quote, cioè le altezze interne. È stato, dunque accolto il ricorso del proprietario dell’immobile e annullato il provvedimento del comune che nega il permesso di costruire.