Slider

Bonus facciate ad ampio raggio
Bonus facciate fruibile per le spese finalizzate al recupero dell’involucro esterno di un edificio che risulta parzialmente visibile da una strada privata ma ad uso pubblico. Di conseguenza, possibile l’applicazione delle formule alternative alla detrazione diretta ovvero la cessione o lo sconto sul corrispettivo.


Così l’Agenzia delle entrate che, con una precisa risposta (n. 337/2021), ha risposto a un interpello avente ad oggetto la detrazione spettante per gli interventi realizzati su una palazzina parzialmente visibile da una strada non classificata come pubblica, ai sensi dei commi da 219 a 223, dell’art. 1 della legge 160/2019 (bonus facciate).


Si ricorda, innanzitutto, che i citati commi da 219 a 223 dell’art. 1 della legge 160/2019 (legge di Bilancio 2020) prevedono una detrazione Irpef e/o Ires pari al 90% per le spese documentate e sostenute negli anni 2020 e 2021, a prescindere dalla data di inizio dei lavori, per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna (sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi) degli edifici ubicati in zona A o B, ai sensi del dm 1444/1968; rientrano nell’agevolazione le zone a esse assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali e, in questi casi, si rende necessario l’ottenimento di una certificazione urbanistica rilasciata dagli enti competenti (Agenzia delle entrate risposte nn. 179/2020 e 182/2020).


Come indicato dal condominio istante si tratta, nella fattispecie, di una realizzazione di lavori di manutenzione straordinaria finalizzati al recupero dell’involucro esterno di una palazzina collocata all’interno di un complesso residenziale, dotato di portineria, costituito sia da palazzine con appartamenti che di villette a schiera.


L’istante dichiara che un lato della palazzina è visibile da una strada comunale di accesso al complesso immobiliare mentre un altro lato è visibile soltanto da una via, parte integrante del complesso residenziale, di affaccio, ma non privata e chiusa ma accessibile da qualsiasi persona e/o mezzo, anche provenienti dall’esterno del residence; di conseguenza, il condominio chiede all’agenzia se può fruire del bonus indicato con riferimento all’intero perimetro esterno dell’edificio, non dovendo considerarsi il fatto che da un lato la palazzina, oggetto del rifacimento della facciata, si affacci su una strada che non è pubblica.


L’Agenzia delle entrate richiama i commi sopra indicati e ricorda che tale agevolazione spetta soltanto se gli edifici sono collocati nelle zone A o B di cui al dm 1444/68, con la necessità che, per eseguire la verifica, si rende necessario informarsi presso gli uffici tecnici dei comuni o da un professionista; di fatto, la maggior parte dei centri abitati delle città dovrebbe rientrare nelle zone omogenee A o B e dovrebbero essere interessate dall’agevolazione fiscale.


L’Agenzia delle entrate (circ. 2/E/2020) ha precisato, inoltre, che la detrazione compete se gli edifici sono ubicati, oltre che nelle suddette zone A o B, anche nelle zone ad esse assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali e, in questi casi, l’assimilazione alle zone A o B della zona territoriale nella quale è ubicato l’immobile oggetto dell’intervento deve risultante dalla certificazione urbanistica rilasciata dagli enti competenti; detta assimilazione non può essere attestata da professionisti, quali ingegneri o architetti iscritti nei rispettivi ordini professionali (Agenzia delle Entrate, risposte nn. 179/2020 e 182/2020).


Ma, nel merito, l’Agenzia delle entrate richiama una nota (n. RU0348403/2020) con la quale il ministero per i beni culturali e per il turismo ha chiarito che, tenendo conto di un orientamento della giurisprudenza di legittimità (Cassazione, sentenza n. 2582/2011) una strada vicinale è assimilabile ad una strada comunale, qualora ad uso pubblico, in quanto destinata al passaggio collettivo e, quindi, nel caso di un edificio prospiciente dette strade, destinate «ad uso pubblico», come quella oggetto dell’interpello, per gli interventi indicati è possibile fruire del bonus facciate.


L’agenzia, infine, confermando che la valutazione in concreto costituisce un accertamento di fatto che esula dalle competenze esercitabili in sede di interpello, conferma che nel rispetto di tutte le altre condizioni e in presenza di una strada privata ad uso pubblico, il condominio può fruire del bonus facciate, con la conseguente possibilità di utilizzare anche una delle due alternative alla detrazione diretta (cessione o sconto), di cui all’art. 121 del dl 34/2020. 


fonte italiaoggi