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Per il 110% documenti blindati
Con riferimento ai titoli abilitativi richiesti a partire dal 16 gennaio 2020 l’attestazione del rischio sismico deve essere allegata, assieme al progetto degli interventi per la riduzione dello stesso, alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente. In assenza non si può accedere né al Sismabonus, né al Superbonus.


Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate nella risposta ad interpello n. 240, dello scorso 13 aprile.


La fattispecie posta all’esame dell’Agenzia vede l’effettuazione di un intervento di ristrutturazione volto al miglioramento sismico di un edificio in cui:


– i lavori sono iniziati l’8 luglio 2019, a seguito di permesso a costruire presentato in data 10 ottobre 2018 e rilasciato il 13 febbraio 2019;


– i predetti interventi non sono ancora conclusi e a fine lavori saranno attestati gli importi di spesa, riferiti a ciascuna tipologia di intervento;


– non sono state presentate le attestazioni di cui all’articolo 2 e 3, del decreto n. 58, del 2017, presso lo sportello unico, contestualmente alla presentazione del permesso a costruire. 


Posto quanto sopra, il contribuente istante chiede di poter fruire del Superbonus per gli interventi antisismici nella misura prevista dal decreto Rilancio e se siano agevolabili anche gli interventi direttamente collegati agli stessi.


Si percorrono, di seguito, gli step del percorso motivazionale dell’Agenzia:


• Ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lett. i), del Tuir, gli interventi ammessi al Sismabonus sono quelli relativi all’adozione di misure antisismiche, con riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente. Per effetto del richiamo a tale disposizione, operato dall’art. 16, del dl n. 63 del 2013, a sua volta richiamato dall’art. 119, co. 4, dl Rilancio, il citato articolo 16-bis, del Tuir, costituisce la disciplina generale di riferimento anche per gli interventi ammessi al Sismabonus, che, precisa l’Agenzia, non costituiscono una nuova categoria di interventi agevolabili. 


• Il comma 13, lett. b), dell’articolo 119, del dl Rilancio, dispone che con riferimento agli interventi di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’art. 16, dl 63/2013, l’efficacia degli stessi al fine della riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati.


• il decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 58 del 2017 contiene le linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni e le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati.


• Il citato decreto ministeriale, in vigore alla data di presentazione del permesso a costruire da parte dell’Istante, stabiliva l’obbligo, per il progettista dell’intervento strutturale, di asseverazione, della classe di rischio dell’edificio precedente l’intervento e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato, altresì prevedendo che il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico, contenente l’asseverazione, fosse allegato alla segnalazione certificata di inizio attività da presentare allo sportello unico competente.


• In vigenza di tali disposizioni, un’asseverazione tardiva, in quanto non conforme alle disposizioni sopra richiamate, non consente l’accesso alla detrazione.


• Successivamente, il decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 9 gennaio 2020, n. 24, ha previsto che «il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l’asseverazione devono essere allegati alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico e comunque prima dell’inizio dei lavori.


• Tale disposizione, tuttavia, si applica con riferimento ai titoli abilitativi richiesti a partire dalla data di entrata in vigore del decreto modificativo e, pertanto, dal 16 gennaio 2020.


Sulla base di quanto sopra, con riferimento alla fattispecie prospettata, l’Agenzia chiarisce che, in assenza dell’attestazione della classe di rischio, non può accedersi né al Sismabonus né al Superbonus, facendo in ogni caso salva la possibilità, nel rispetto di tutte le altre condizioni previste, di eseguire i lavori fruendo della detrazione ordinaria del 50% delle spese sostenute nel limite massimo di spesa di euro 96.000.


fonte italiaoggi